martedì 8 marzo 2011

la vostra repressione


TRASFERTE VIETATE: PREVENZIONE O PUNIZIONE?PDFStampaE-mail
Martedì 08 Marzo 2011 15:00
Durante questo campionato ben 93 partite sono già state vietate ai non possessori della tessera del tifoso, da parte del CASMS, l'organismo preposto a prevenire eventuali incidenti negli stadi. Ogni settimana questo organismo, in base alle segnalazioni delle questure preposte, decide quali sono le partite a rischio e limita quindi la possibilità di seguire le partite alle tifoserie ospiti.

Certo, non sempre le decisioni del CASMS sono comprensibili, infatti alle limitazioni per partite effettivamente pericolose come possono essere i derby, non hanno molto senso le limitazioni applicate a tifoserie gemellate fra loro da anni.
La mappa dei divieti

L'immagine che riportiamo sopra è alquanto esplicativa per quanto concerne il divieto di trasferte. A quanto pare, dal 30 ottobre scorso la tifoseria più pericolosa d'Italia è la tifoseria leccese, infatti nessun'altra tifoseria ha subito il divieto per ben 9 trasferte consecutive, come invece è accaduto ai supporter giallorossi. Se invece consideriamo il numero di divieti nel loro insieme notiamo come i tifosi salentini siano in buona compagnia di napoletani e giallorossi sponda Roma, seguiti subiti a ruota da laziali e fiorentini.
Sicuramente sarà un caso che le tifoserie più limitate siano quelle che più contrastano il famigerato strumento antiviolenza chiamato "tessera del tifoso". Certo è un caso che ad interisti e milanisti che hanno ufficialmente accettato la tessera del tifoso siano state vietate rispettivamente 1 e 4 trasferte, eppure sono sotto gli occhi di tutti le immagini dell'Olimpico di Torino, con tifosi interisti prima e milanisti poi che, dal settore ospiti ufficiale e cioè quello dei sostenitori tesserati, bersagliavano di bombe carta i tifosi bianconeri. Paradossalmente le tifoserie più tesserate ci hanno dimostrato come la Tessera del tifoso non serva assolutamente allo scopo per cui è stata ufficialmente lanciata.

POSSIAMO ANCORA CHIAMARLO CALCIO?

Gli stadi diventano sempre più vuoti, chi ha più voglia di fare una caccia al tesoro per acquistare un biglietto, chi ha più voglia di essere trattato da delinquente solo perchè vuole assistere ad una partita di calcio? Gli stadi sono sempre più insicuri, chi ha voglia di trovarsi un tifoso della squadra avversaria seduto al suo fianco?
Gli stadi sono sempre più tristi, non si può più esultare , non si può più gioire, non si può più ridere per uno striscione goliardico, non si può più sventolare una bandiera (il punto più basso crediamo si sia toccato al Via del Mare allorchè lo scorso anno fu dato il permesso di sventolare un bandierone in curva sud, solo in caso di goal e per non più di trenta secondi).

In questo nuovo modo di concepire il calcio ci perdono tutti, ci perdono i tifosi perchè non possono più tifare liberamente, ci perdono le società perchè si ritrovano stadi vuoti, ci perdono i calciatori perchè non hanno più la spinta del pubblico. In questo modo di concepire il calcio c'è solo una componente che ne guadagna: le TV. che diventano l'unica fonte di sostentamento per le società. E le TV questo lo hanno capito, prova ne sia che SKY vuol dimezzare il compenso per i diritti tv, mandando nel panico le società.
Forse un giorno le società si renderanno conto che il calcio sta morendo, il calcio senza tifo, il calcio senza pubblico non è niente, sono solo 22 persone che tirano calci ad un pallone. In attesa di quel giorno a noi tifosi non resta che aspettare la prossima determinazione, e sperare di non trovarci il nome della nostra squadra!!!

 

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