martedì 26 agosto 2008

Francia: incidente fatale per due tifosi Marsiglia


Trasferta tragica per due tifosi dell`Olympique Marsiglia. Due sostenitori della squadra francese sono morti in un incidente che ha coinvolto il pulmann su cui viaggiavano. Nelle prime ore del mattino, un pulmann che trasportava i tifosi dell`Olympique Marsiglia verso Le Havre, dove la squadra e` impegnata in serata per la partita di campionato, si e` schiantato contro il pilone di un ponte, sull`autostrada, nei pressi di Fontainebleau . Il primo bilancio accertato e` di due morti e un gran numero di feriti, tra i quali tre piuttosto gravi. E` stato necessario l`intervento dei pompieri per liberare alcuni passeggeri rimasti imprigionati nei rottami del mezzo, che nell`incidente non ha coinvolto nessun altro veicolo. I soccorsi arrivati velocemente sul luogo dell`incidente hanno portato i feriti negli ospedali della zona.La squadra dell`Olympique sta valutando l`ipotesi di non giocare. Jose` Anigo, direttore sportivo dell`OM, ha dichiarato: `Siamo tutti sotto choc. Se dovessimo giocare porteremo un nastro nero in segno di lutto e anche senza chiedere nessuna autorizzazione`. In ogni caso una decisione definitiva se giocare o rinviare la partita contro il Le Havre, si avra` piu` tardi, nella giornata, dopo l`incontro tra il presidente della squadra marsigliese e il presidente della Lega calcio francese, Frederic Thiriez.

benevento-foggia 2005-2006

sabato 23 agosto 2008

s.s. lazio benevento tim cup


La macchia, quella più grave, si è avuta al termine della partita quando un giovane tifoso del Benevento che stava mangiando un panino nei pressi di un chiosco di fronte allo stadio, è stato aggredito da una ventina di tifosi-teppisti (più teppisti che tifosi) sbucati alle sue spalle dopo che si erano nascosti tra gli alberi. Il giovane sembra sia stato colpito alla schiena con due colpi di arma da taglio. Prontamente soccorso e trasportato in ospedale, stando alle prime notizie, non ha subito gravi danni. i soliti laziali merdosi sapete usare solo le lami infami

treviso-benevento tim cup


secondo turno della coppa italia tim cup con bella presenza sannita messi nel settore distinti per vari motivi non si sa perche vali acapire bo ? la curva di casa in silenzio morte Mingozzi.... per numerose diffide 80 diffidato non mollate in campo lo stregone dominio ma si va ai rigori e anche la fa da padrone ed ora per regalo una evento in particolare la s.s. lazio ......

venerdì 15 agosto 2008

I GIRONI

COMUNICATO UFFICIALE N. 57/L
DEL 14 AGOSTO 2008
Il Consiglio Direttivo della Lega, preso atto delle società ammesse dalla F.I.G.C., ha provveduto alla composizione dei Gironi dei Campionati di 1^ e 2^ Divisione per la
stagione sportiva 2008/2009 come di seguito riportati:
GIRONE "B"
AREZZO
BENEVENTO
CAVESE
CROTONE
FOGGIA
FOLIGNO
GALLIPOLI
JUVE STABIA
PAGANESE
PERUGIA
PESCARA
PISTOIESE
POTENZA
REAL MARCIANISE
SORRENTO
TARANTO
TERNANA
VIRTUS LANCIANO
p.p. krotone siamo arrivati mo so cazzi tua vi aspettiamo a braccia aperte!

giovedì 14 agosto 2008

Il calcio di una volta


* Noi che...finivamo in fretta i compiti per andare a giocare a pallone sotto casa;
* noi che...costretti alla regola di "portieri volanti" o " chi si trova para";
* noi che..."portieri volanti" e "segnare da oltre centrocampo vale?" - Vale...vale tutto!
* noi che...quando si facevano le squadre, se venivamo scelti per primi ci sentivamo davvero i più bravi, i più importanti;
* noi che...l'ultimo che veniva scelto era sicuramente destinato ad andare in porta;
* noi che...avevamo sempre un soprannome possibilmente infamante, ma nessuno si offendeva;
* noi che...chi arriva prima a dieci ha vinto; * noi che...se vincevamo con troppi goal di differenza ricominciavamo subito da 0 a 0.
* noi che...mentre facevamo finta di non sentire il richiamo della mamma quando incombevano le tenebre, c'era sempre qualcuno che diceva: "chi segna l'ultimo vince" incurante del punteggio che magari era in quel momento 32 a 1;
* noi che...abbiamo vissuto con terrore l'epoca delle "Espadrillas" con le quali ai piedi non si poteva giocare a pallone;
* noi che...se avevamo ai piedi le Adidas Tampico ci sentivamo piu' forti di Pelè;
* noi che...invece avevamo ai piedi le Tepa Sport, * noi che...il pallone di cuoio sapevano come era fatto perché lo vedevamo in Tv esclusivamente ad esagoni bianchi e neri;
* noi che...capivano il senso della seconda maglia quando in Tv bianco e nero mandavano le immagini del derby Milan-Inter
* noi che...o il SUPER TELE (in mancanza d'altro) o l'ELITE (lo standard) o il TANGO DIRCEU se andava di lusso o nei giorni di festa
* noi che... non potevamo sederci sul pallone altrimenti diventava ovale;
* noi che...il proprietario del pallone giocava sempre anche se era una schiappa e non andava nemmeno in porta;
* noi che...anche senza la traversa non avevamo bisogno della moviola per capire se era goal. "Goal o rigore" metteva sempre tutti d'accordo;
* noi che...al terzo corner è rigore;
* noi che..."rigore seguito da goal è goal" ;
* noi che..."siete dispari posso giocare?" - "Eh non lo so, il pallone non è mio (nel caso in cui il pretendente fosse uno scarso)!"
* noi che..."mi fate entrare?" - "Si basta che ne trovi un altro sennò siamo dispari"
* noi che...riconoscevamo i calciatori anche se sulla maglietta non c'era scritto il nome;
* noi che..."Una vita da mediano" (Oriali-Ligabue) era già la nostra filosofia di vita;
* noi che...il n° 1 era il portiere, il n°2 ed il n°3 i terzini destro e sinistro, il n° 4 il mediano di spinta, il n° 5 lo stopper, il n° 6 il libero, il n° 7 l' ala destra, il n° 8 una mezzala, il n° 9 il centravanti, il n° 11 l'altra punta possibilmente mancina il n° 10 la mezzala con la fascia di capitano perchè era inevitabilmente il piu' bravo;
* noi che...perché un giocatore entrasse in nazionale doveva fare una trafila di 2/3 anni ad alto livello;
* noi che...gli stranieri al massimo 2 per squadra e li conoscevamo tutti;
* noi che...dormivamo con le figurine Panini sotto il cuscino;
* noi che...quando aprivamo le bustine intonse pregavamo per non trovare triplone o quadriplone PILONI (il 2° mitico portiere della Juve che non aveva mai giocato una partita per colpa di ZOFF);
* noi che...avevamo in simpatia Van de Korput per il nome e Bruscolotti perché sembrava più vecchio di nostro padre
* noi che...il calcio in Tv lo guardavamo solo la Domenica ed al ‘Mercoledì sport’;
* noi che...la Domenica alle 19, 30 vedevamo un tempo di una partita di calcio;
* noi che...vivevamo in attesa di 90° minuto e ci sentivamo protetti dalle figure paterne di Paolo Valenti, Necco da Napoli, Bubba da Genova, Giannini da Firenze, Vasino da Milano, Castellotti da Torino, Pasini da Bologna, Tonino Carino da Ascoli, Strippoli "riporto" da Bari.
* noi che...la Stock di Trieste è lieta di presentarvi...papapà...papapà. ..papapapaaaaaa...paparapà ;
* noi che...Ciotti :..."scusa Ameri, scusa Ameri...clamoroso al Cibali" (che nella nostra fantasia era piu' famoso di Catania);
* noi che..."tutta la squadra dell' Internazionale retrocede a protezione dei 16 metri" (sempre Ciotti);
* noi che...ci ricordiamo i festeggiamenti del n. 1.000 della Domenica Sportiva;
* noi che...alla DS potevamo vedere i servizi della serie A, i goal della serie B, il Gran Premio, Tennis, Basket e Pallavolo senza doverci sorbire ore di chiacchiere per vedere 4 goal
* noi che...Galeazzi l'abbiamo visto magro;
* noi che..."il piede proletario di Franco Baresi" (Beppe Viola); "Maradona ha una mano cucita sotto il piede sinistro" (Gianni Brera);
* noi che...andavamo all'amica del cuore di quella che ci piaceva e le chiedevamo: "Dici a Maria se si vuole mettere con me?" Il giorno dopo tornava e la risposta era sempre la stessa: "Ha detto che ci deve pensare..."
* noi che...Maria ancora ci stà pensando!
* noi che...agli appuntamenti c'eravamo sempre tutti, anche senza telefonini;
* noi che...oggi viviamo lontani, ma quando usciamo di casa e giriamo l'angolo speriamo sempre di incontrarci con il pallone in una busta di plastica;
* noi che...oggi sorridiamo quando in Tv si inventano i più incredibili sondaggi tipo: "chi è stato il piu' forte giocatore di tutti i tempi: Pelè o Maradona? " senza considerare che di Pelè abbiamo visto sempre gli stessi 4/5 goal;
* noi che...se incontriamo per strada Biscardi vorremmo investirlo;
* NOI…
* Voi che...questo giocattolo ce lo avete rotto...!
* Voi che...non avete più sogni!

sabato 9 agosto 2008

LEGNANO BENEVENTO TIM CUP




Esordio convincente del Benevento Calcio nella Tim Cup. I giallorossi hanno sconfitto per 3-1 il Legnano nella gara in Lombardia, terminata pochi minuti fa. Le reti dei sanniti sono state messe a segno da Evacuo, Cinelli e Imbriani. Mister Aldo Papagni ha schierato la squadra con un 4-4-2 di partenza, anche se, durante la gara, ha cambiato più volte il modulo e la disposizione degli uomini in campo.
Tuttavia, è stata proprio la squadra di casa a appassire in vantaggio nella prima frazione di gioco. Sempre ne l 1° tempo il pareggio di Evacuo, l’acquisto più pagato nel mercato giallorosso e che ha subito segnato nella prima gara ufficiale della stagione.
Nella ripresa il raddoppio del centrocampista Cinelli e quindi, nei minuti finali, la rete di Imbriani, entrato in campo nella fase finale della partita.
Il tutto per la gioia dei circa 150 tifosi sanniti presenti sugli spalti.
Eliminato il Legnano, il prossimo turno vedrà il Benevento impegnato domenica 17 agosto sul campo del Treviso che milita nel campionato nazionale di serie B.

Calciatore contro tifoso, no Daspo


Episodio durante una gara di eccellenza, provvedimento revocato
(ANSA) - ROSSANO (COSENZA), 4 AGO - Il Prefetto di Cosenza, Pietro Lisi, ha revocato il Daspo nei confronti del calciatore della Fc Rossanese 1909 Roberto De Luca. Il provvedimento era stato disposto dal questore di Cosenza lo scorso 30 marzo dopo l'incontro Rossanese-Calcio Acri, valido per il campionato d'Eccellenza, dopo che De Luca aveva aggredito un tifoso che, a suo dire, lo avrebbe offeso ripetutamente. 'Mi sono pentito subito - ha detto De Luca - di quel brutto gesto e ho chiesto scusa al diretto interessato'.

Siena-Cosenza: altri arresti



Continuano le indagini da parte degli inquirenti per individuare i responsabili degli scontri verificati a Norcia domenica pomeriggio. Sono stati arrestati altri due sostenitori del Cosenza calcio mentre altri si sono resi irreperibili. fuori gli ultras dalle galere .....

venerdì 8 agosto 2008

il caso Potenza-Salernitana



Si scioglie come neve al sole
La Commissione disciplinare ha comminato tre punti di penalizzazione al Potenza, in merito al presunto illecito nella partita contro la Salernitana del 20 Aprile scorso. Assolta invece la squadra campana.
La Commissione Disciplinare Nazionale, dopo aver analizzato, con la massima precisione, il caso del presunto illecito antecedente al match fra Potenza e Salernitana dello scorso 20 Aprile, valido per il campionato di Serie C1, ha emesso le seguenti sanzioni:
- Al Sig. Postiglione Giuseppe l’inibizione sino al 5.2.2009;
- Al Sig. Giuzio Pasquale l’inibizione sino al 5.5.2009;
- Alla Srl Potenza Sport Club 3 (tre) punti di penalizzazione, da scontare nel prossimo campionato, oltre all’ammenda di € 50.000,00 (cinquantamila/00);
- Proscioglie la Società Salernitana, il Sig. Arleo Pasquale, il Sig. De Cesare Ciro, il Sig. Cammarota Andrea ed il Sig. Cuomo Luigi dalle incolpazioni loro ascritte.
- Proscioglie, infine, i Sigg. ri Postiglione e Giuzio dalle ulteriori condotte per violazione dell'articolo 1, co. 1, del GCS per mancata collaborazione, contraddittorietà e falsità delle affermazioni rese in sede di audizione
p.s. questo e un calcio malato la giusizia non c'e ...... vergogna tutto questo
la giustizia esiste solo per fare leggi per gli anti ultras per altre cose la giustizia e assente

giovedì 7 agosto 2008

Gestaccio all'Inno di Bossi: non è reato


Di solito di politica non si parla quasi mai in questo blog ... più che altro per una scelta del sottoscritto ma ogni tanto non guasta ....
Nessun reato per l'onorevole bossi ... del resto che reato poteva esserci ?? Siamo o non siamo la repubblica delle banane ?? Sicuramente si .... ma io la penso alla napoletana : BOSSI KREPA !!

mercoledì 6 agosto 2008

CASO RACITI


Caso Raciti, decorrenza dei termini domani Speziale sarà liberta
ROMA, 5 AGOSTO (Apcom) - Era ai domiciliari con l'accusa di essere responsabile, con l'altro giovane Daniele Micale, della morte dell'ispettore Filippo Raciti, durante il derby Catania-Palermo del 2 febbraio del 2007: da domani Antonio Speziale sarà libero, per decorrenza dei termini della custodia cautelare preventiva, come deciso dalla Corte d'appello per i minorenni di Palermo.
"Il ragazzo già da tempo era ai domiciliari, però lavorava e frequentava una comunità di recupero: ora è in libertà e continueremo a vigiliare su di lui, era un ultras selvaggio e ora si sta avviando verso una vita tranquilla", ha detto il legale di Speziale, Giuseppe Lipera: "Per noi, in ogni caso, l'accusa di omicidio è assolutamente ingiusta, perchè non l'ha commesso".

lunedì 4 agosto 2008

Scontri Olanda-Russia


A Basilea, dopo l'incontro di calcio tra Russia e Olanda valido per la qualificazione alle semifinali del campionato europeo di calcio, circa cinquanta persone sono state arrestate dalla polizia elvetica. Decine gli scontri che si sono verificati in tutta la città. Tutti contro tutti, olandesi contro russi, e anche svizzeri contro altri loro connazionali. Prima dell'incontro non c'era stato nessun tipo di problema. Secondo le autorità cantonali sono almeno 800 finora i tifosi che hanno fatto ricorso a cure mediche, 65 sono stati ricoverati in ospedale. Le autorità ipotizzano che a scatenare le violenze sarebbe stato soprattutto l’abuso di alcol e il gran caldo. Gli organizzatori stimano che in città il giorno prima del match sono giunti 180'000 tifosi, di cui gran parte costituiti da olandesi.
Tirando le somme, nella sola giornata di venerdì, sono stati consumati quasi 500’000 litri di birra, 100’000 litri di acqua e dalle strade sono state raccolte oltre 40 tonnellate di rifiuti.

domenica 3 agosto 2008

PADOVA BENEVENTO


NOCERINA -BENEVENTO







le Forche Caudine


I Sanniti, i Romani e le Forche Caudine
L'itinerario copre il territorio dei centri abitati di Arpaia, Bonea, Forchia, Montesarchio e Paolisi, e il percorso si sviluppa nella Valle Caudina, dove, come riferisce Tito Livio nel X Libro dei suoi "Annales" a proposito delle Guerre Sannitiche (343 - 313 a. C.), i Romani subirono una cocente sconfitta e l'onta del passaggio sotto il giogo delle lance incrociate dei Sanniti, episodio passato alla storia col nome di "Forche Caudine".
Fu un episodio che dimostrò alla preponderante potenza di Roma il fianco debole della presunzione e la scaltrezza dei Sanniti.
Le legioni romane, prosegue il racconto di Livio, erano accampate presse "Calatia", una città nella pianura di Maddaloni, mentre i Sanniti, al comando di Caio Ponzio, si trovavano nei pressi di Montesarchio (a "Caudio" secondo Livio, a "Saticula" secondo un'altra versione). Facendo giungere ai nemici la falsa notizia dell'assedio di Lucera, i Sanniti ottennero di far marciare i Romani passando attraverso le "gole di Caudio", una strettoia che fu sbarrata e che i Sanniti dominarono dall'alto, chiudendo il passo anche all'altro capo, e ottenendo una vittoria destinata a rimanere nella storia come esempio di strategia militare, non meno di quanto avverrà un secolo dopo con la battaglia di Canne e del Lago Trasimeno.

Il senso del sacro nella civiltà sannita


Un aspetto che non può sfuggire ad una rievocazione della nostra civiltà sannita è, naturalmente, quello che rinvia al "senso del sacro" che ebbero i nostri antenati. Preferiamo dire "senso del sacro" e non "religione", quest’ultimo termine avendo acquisito nel tempo diverse sfumature di significato, che non possono trovare lo spazio sufficiente, in questa sede, per essere sottoposte al Lettore.
L’importanza del "sacro", a nostro giudizio, si riflette sin nei comportamenti attuali dell’ultima progenie sannita, e non solo nell’àmbito religioso. Il "sacro" vale come segno identificativo di una civiltà: nella nostra questo segno ha assunto la forma di un grande rispetto per le tradizioni. Ma da cosa deriva questa caratteristica? Tentiamo di dare una risposta.
I Sanniti, come i Romani e a differenza degli Etruschi, non erano "assillati" dalla religione, ma avevano ben chiara la consapevolezza dell’esistenza di un legame tra il mondo sovrannaturale e quello dell’esistenza terrena. Un legame la cui tenuta era affidata interamente alla responsabilità dell’uomo, ai suoi comportamenti, alle sue scelte e, naturalmente, ai riti che formavano la struttura essenziale del "sacro".
La religiosità può avere forme espressive del tutto personali, basate sulla sentimentalità, sulla "devozione". Il rispetto del "sacro", invece, si esprime in atti precisi, che sono, prima di tutto, i riti. Questi testimoniano il rapporto di "fedeltà" verso il divino.
Secondo l’immagine che ci trasmettono gli storici antichi, i Sanniti — anche in ciò molto simili ai Romani — avevano un grande rispetto per la celebrazione dei riti, con i quali si garantivano l’assistenza divina sia nella vita ordinaria sia nelle guerre. Tuttavia, l’assoluto rispetto della perfetta esecuzione del rito ha fatto erroneamente ritenere che si fosse progressivamente diffusa una sorta di "formalismo" religioso, frutto di una visione "magica" del rapporto col sovrannaturale.
Mai come in questo caso le apparenze ingannano. La minuziosa attenzione che i sacerdoti dedicavano all’esecuzione di un rito rappresentava proprio il grado di fedeltà verso gli dei. Il rito, si badi, non era mai concepito come un’invenzione umana, come una semplice rievocazione di avvenimenti passati, ma come una "istituzione divina", elemento fondamentale su cui si reggeva il favore degli dei. Riferisce lo storico Livio che il rito di fondazione della celebre legio linteata — la legione di guerrieri eletti per combattere contro i Romani — fu preso da un antico libro e costò la vita a quanti, tra i giovani Sanniti, scelsero di sottrarvisi. Un semplice calcolo avrebbe consigliato di risparmiare uomini per la guerra, ma, evidentemente, la regolarità del rito e la fedeltà al dio supera le ragioni umane.
Già in antichi testi della tradizione indoeuropea (come nella Bhagavadgîtâ, testo centrale della civiltà indù, ad esempio) si insisteva sulla assoluta necessità di rispettare l’integrità del rito, affinché non se ne perdesse l’efficacia. Ogni rito veniva considerato come un atto che creava un collegamento tra mondo e sovra-mondo, secondo una precisa e immodificabile esecuzione. I Sanniti, forse più di altre popolazioni italiche, avevano un assoluto rispetto per il rito. Dal suo perfetto compimento, infatti, dipendeva tutta la loro esistenza, terrena e ultraterrena.
È nostro giudizio che questo "stile" non si sia smarrito. Esso ha trovato distinte vie per esprimersi e trasmettersi nei secoli successivi. Una profonda esigenza di conservare e difendere il proprio modo di vivere distingue immancabilmente l’autentico stile sannita. Ostile alle trasformazioni repentine, il Sannita tende a custodire fieramente gli elementi anche esteriori della sua cultura, compreso quello che viene definito folk-lore. La lunga familiarità con la terra, l’osservanza delle feste e delle ricorrenze (il tempo sacro), il legame con la tradizione, costituiscono gli elementi di un’altra espressione di quella medesima stretta fedeltà agli dei che un tempo fu dell’antico Sannita.
Il severo rispetto per le leggi divine, manifestato nella rigorosa attenzione alla pura regolaritˆ dei riti, possiamo ritrovarlo ancora intatto, soprattutto lˆ dove la civiltˆ contadina autentica ha mantenuto, non del tutto alterata, la propria insostituibile funzione di custode di un originario ÒstileÓ spirituale.

DASPO DI UN ANNO ALL'ULTRA' CHE MOSTRO' IL CULO ALLO STADIO


Allontanato dalle strutture sportive un giovane tifoso di Preganziol
Treviso. Un tifoso del Treviso ha ricevuto un provvedimento di daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive) per un anno. A causare l'allontanamento dagli impianti sportivi l'atto di esibizionismo realizzato durante l'incontro Pisa-Treviso: aveva esibito le natiche dagli spalti dello stadio pisano.
A subire il provvedimento un giovane tifoso del Treviso residente a Pregnaziol, R.F. di 26 anni, che per lo stesso episodio è stato anche denunciato per atti osceni.
Nel 2004 R.F. era già stato raggiunto da un daspo della durata di 2 anni. Allora fu riconosciuto come la persona che introdusse allo stadio di Treviso il petardo che poi esplose vicino a Jean Francois Gillet: il portiere rimase privo di sensi per diversi minuti.Interessante sapere secondo quale comma dell'art. 6 della legge 401/89 sia stato diffidato, visto che i motivi del DASPO sono:
1- porto illegale di armi di vario genere e di strumenti chiaramente utilizzabili per l’offesa alla persona;
2- divieto dell’uso dei caschi protettivi o di altri mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona senza giustificato motivo;
3- divieto di portare in luoghi ove si svolgono competizioni agonistiche, emblemi o simboli di discriminazione razziale, etnica e religiosa;
4- lancio pericoloso di oggetti e superamento pericoloso di recinzioni;
5- chi abbia preso parte attiva ad episodi di violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive, o che nelle medesime circostanze abbiano incitato, inneggiato o indotto alla violenza;
6- chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive venga trovato in possesso di razzi , bengala, fuochi artificiali e petardi ovvero di altri strumenti per l’emissione del fumo o di gas visibile;
7- sulla base di elementi oggettivi, risulta aver tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive o tale da porre in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa di manifestazioni sportive.
chissà quale sarà il comma misterioso...

PREFAZIONE


La storia dei Sanniti, dopo più di duemila anni, continua ad affascinare chiunque tenti di penetrare quelle vicende che, intorno agli ultimi secoli prima della venuta di Cristo, hanno influenzato la crescita di gran parte delle popolazioni italiche. In quel periodo tanti e tali furono gli avvenimenti che il destino ha dovuto, per la volontà di quegli antichi uomini, cambiare più volte la strada già tracciata.
La loro storia si interseca con quella di altri popoli, come gli Etruschi, i Greci, i Celti e, quasi in un continuo conflitto, con i Romani. Erano le genti più caparbie e dal temperamento più risoluto fra tutte le popolazioni della penisola, coloro ai quali, più di ogni altra cosa, era sacra la libertà e che hanno combattuto strenuamente per difenderla.
L'interesse che suscitano oggi le loro vicende è dettato anche dalla curiosità di ricostruire gli ancora molti ed oscuri avvenimenti che compongono la loro storia. Di questo popolo, che ha cercato di liberarsi più volte dal giogo di coloro che, da lì a pochi secoli, avrebbero sovrastato il mondo intero allora conosciuto, non rimangono che poche vestigia e testimonianze storiche alquanto scarne. Eppure è stato un popolo fiero ed indomito che ha impresso, per decine di lustri, l'impronta della propria civiltà sulle terre che dal Gran Sasso arrivavano fin giù alle aree della Magna Grecia. I Sanniti ed i Romani sono cresciuti insieme

combattendosi ed alleandosi per l'egemonia di quella parte d'Italia che, agli inizi del IV secolo a.C., rappresentava l'espansione naturale per ambedue i popoli: le fertili terre a sud del fiume Liri, dal Volturno fin oltre il Sarno. Quale sia stato il fattore, umano o fortuito, che ha permesso agli uni di sovrastare gli altri, è difficile da conoscere. La storia di Roma, che da sempre ci è stata insegnata, si basa su di un crescendo epico costruito dal lavoro di annalisti e storici, molti asserviti al suo potere, il cui solo interesse era celebrare la grandezza dell'Impero, le sue grandi battaglie e lo sforzo proteso dai grandi dell'Urbe per arrivare a sovrastare tutti gli altri popoli.
Ma di questi popoli soggiogati, delle loro vicende, delle loro idee politiche o religiose, ci è pervenuto poco o nulla. Roma sopra a tutto.
Dionigi d'Alicarnasso, Tolomeo, Fabio Pittore, Plinio il Vecchio, Strabone, Mela, Velleio Patercolo, Appiano, Diodoro Siculo ed in particolar modo Tito Livio, sono
tra gli annalisti, i geografi ed i naturalisti che nelle loro opere hanno scritto sul Sannio ed i Sanniti. Ma in questi antichi testi i Sanniti sono spesso descritti in modo superficiale oppure confuso e molte volte non veritiero. Ancora oggi alcuni passi di Livio, come di Strabone ed addirittura di Paolo Diacono, sono di difficile interpretazione e generano confusione persino in coloro che vogliono ricostruire almeno solo l'assetto geografico del Sannio.
Negli ultimi tempi l'impegno della Soprintendenza Archeologica, con nuovi scavi e ricognizioni ed il conseguente studio dei reperti ritrovati, ha permesso una nuova e diversa ricostruzione dell'antica società sannitica, mettendo un pò d'ordine nella storia del nostro popolo.

Attualmente per conoscere il patrimonio etnico-culturale lasciatoci dai Sanniti, in maniera soddisfacente, bisogna fare il giro dei musei di almeno quattro regioni: Abruzzo, Molise, Lazio e Campania. Questi sono i territori dove vissero (ciò attesta anche come grande sia stata l'influenza dei loro usi e costumi sui popoli italici) e, non potendo costituire, per evidenti contrasti geografici e politici, un unico luogo museale dove conservare le vestigia di questo antico popolo, bisogna rassegnarsi a pellegrinare da una città all'altra quantomeno per osservarne i reperti archeologici che ciascun luogo conserva e che più di ogni scritto testimoniano l'importanza che i Sanniti ebbero nella storia della nostra penisola. Basti pensare che furono i primi ad utilizzare il nome "ITALIA", all'epoca per indicare quei territori, dal Tirreno all'Adriatico, uniti per combattere l'egemonia di Roma.

Questo sito Internet vuole essere una vetrina sull'antico mondo dei Sanniti, un contributo alla conoscenza di un fiero popolo italico, raccontandone le origini e le vicende storiche attraverso un testo, molto semplice e scevro da parole artificiose tipiche delle descrizioni tecniche, corredato da una serie di illustrazioni di reperti archeologici provenienti da tutto il territorio che un tempo formava l'antico Sannio, in modo da fornirne un quadro continuativo della reale situazione (molti dei reperti illustrati non li troverete da nessuna altra parte). Sono presenti testimonianze archeologiche di tutti i "touti" sanniti, dei Pentri, dei Caudini, dei Carricini, degli Irpini, dei Frentani ed anche dei Lucani e dei Campani.
Il sito Internet prende spunto principalmente dal lavoro di E.T. Salmon "Il Sannio ed i Sanniti", edito da Einaudi nella versione definitiva del 1985 e, per le descrizioni dei luoghi e delle architetture, dal lavoro di Filippo Coarelli ed Adriano La Regina "Abruzzo e Molise - Guide archeologiche Laterza" edito nel 1984.
Inoltre molti sono i testi consultati, sui quali vengono basate le descrizioni ed i resoconti attinenti l'epopea sannita, ed elencati in una bibliografia che potremmo definire "classica", nel senso che racchiude tutti i testi che, maggiormente nell'ultimo secolo, sono stati pubblicati sull'argomento. Pochi, purtroppo, sono gli ultimissimi studi che abbiamo potuto consultare, anche perchè esistono difficoltà oggettive per uno studioso nel trovare un editore disponibile a pubblicare un lavoro che, di solito, viene posizionato in un mercato di nicchia. Ecco perchè molti sono i contributi esterni che supportano lo sviluppo di questo sito multimediale, proprio per facilitare la divulgazione di nuovi studi e

lavori tra la comunità scientifica, nonchè ipotesi ed interpretazioni che non si allineano con gli stereotipi della "storia ufficiale" ma scaturiscono da un diverso modo di pensare ed intendere l'archeologia. Di conseguenza molte e diverse sono le fonti di riferimento che, quando non vengono citate in fondo ad ogni pagina, si intendono comprese nella bibliografia generale elencata nella sezione apposita.
Man mano che si aggiornano e si ampliano gli argomenti, a volte capita di trovarsi di fronte a fatti nuovi e non facilmente spiegabili. Tra questi, i rapporti che esistevano tra i Sanniti e le popolazioni celtiche, che alcune testimonianze archeologiche sembrano attestare molto più frequenti ed assidui rispetto a quanto tramandato dagli storici classici. Altre sono le testimonianze che non trovano un immediato riscontro storico e che sono di difficile collocazione sia temporale che logica. Navigando in questo sito ve ne renderete conto.

Vorremmo spezzare una lancia, casomai una "saunia", a favore di coloro che custodiscono in casa reperti archeologici trovati casualmente. Queste persone forse non conoscono del tutto il valore dei reperti in loro possesso e non vogliono disfarsene e cederli alle autorità competenti per la paura di imbattersi nelle sanzioni legislative oppure per il timore che, una volta consegnati, non potranno più rivederli. Questo sito è a loro disposizione per agevolarli ed aiutarli a rendere pubblico il loro tesoro, a far si che tutti possano beneficiare della fortuna capitata a pochi. Manterremo il loro anonimato e se vogliono, li aiuteremo a consegnare i reperti alle autorità competenti. Le leggi italiane tutelano e premiano coloro che contribuiscono a preservare il patrimonio storico e culturale della penisola.
Inoltre disponiamo della consulenza di ottimi avvocati...

Ed ora buona navigazione, ricordandovi che in fondo ad ogni pagina vi sono i pulsanti di navigazione, ovvero un "disco-corazza" sannita tra due gladi romani. Premendo con la freccetta video del mouse sul gladio di sinistra si accede alla pagina precedente, premendo sul gladio di destra si accede alla pagina successiva. Premendo sul "disco-corazza" si torna sempre alla pagina principale o Home Page.
Alcune immagini di reperti archeologici hanno un testo alternativo che si attiva al passaggio della freccetta video del mouse su di esse. Basta posizionarci sopra il mouse ed attendere un attimo. Una scritta in campo bianco apparirà sull'immagine per scomparire pochi secondi dopo. Questo testo alternativo è presente in particolar modo in quelle immagini che non hanno didascalie.
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LEGIO LINTEATA


I Sanniti furono guerrieri valorosi e ben organizzati. Come tanti popoli, allora ed ancora oggi, avevano nel loro esercito un certo numero di combattenti che formavano un gruppo scelto di guerrieri.
Era la Legio Linteata, una devotio a divinità dell'Olimpo sannita che, dopo una particolare cerimonia sacra, diventava una casta di guerrieri votata al sacrificio estremo pur di difendere il proprio popolo. Sulla legione e sulla cerimonia che la consacrava, ci sono giunte solo le testimonianze di Tito Livio nei suoi Annales, ma molti sono i reperti archeologici venuti alla luce in questi ultimi anni che in parte avvallano ciò che Livio ha scritto.
La descrizione del rito "sacrale" Guerrieri SannitiLegionari Sanniti alla fine del IV secolo a.C. (3)
avvenuto nel 293 a.C. presso la fortezza di Aquilonia per consacrare i giovani sanniti nella "Legio Linteata", viene così da Livio narrata:
...alla guerra questi (i Sanniti) s'erano preparati con lo stesso impegno e con gran dovizia di fulgide armi; e ricorsero anche all'aiuto degli dei, giacché i soldati erano stati iniziati alla milizia prestando il giuramento secondo un antico rito, e s'era fatta una leva per tutto il Sannio con una nuova legge, in virtù della quale chi fra i giovani non fosse accorso alla chiamata dei comandanti, e chi si fosse allontanato senza il loro ordine, doveva essere consacrato alla vendetta di Giove. Poi tutto l'esercito ricevette l'ordine di radunarsi ad Aquilonia. Vi si raccolsero circa 60.000 uomini, il fiore delle milizie ch'erano nel Sannio.L'AREA DEL GIURAMENTO DEI LINTEATI
Ivi, quasi nel centro dell'accampamento, si racchiuse tutt'intorno con tramezzi di graticci e plutei e si coprì con drappi di tela uno spazio che s'estendeva al massimo per duecento piedi, ugualmente in ogni direzione.
Ivi si offrì un sacrificio secondo quanto s'era letto in un vecchio libro linteo; il sacerdote era un certo Ovio Paccio, un uomo di età avanzata, il quale affermava ch'egli ricavava tale sacro rito da un antico cerimoniale dei Sanniti, cui s'erano un tempo attenuti i loro antenati, quando avevano preso segretamente la decisione di togliere Capua agli Etruschi. Compiuto il sacrificio, il comandante fece chiamare da un messo i più nobili per stirpe ed imprese; essi vennero introdotti ad uno ad uno.
Oltre agli altri sacri apparati, atti ad infondere nell'animo il timore religioso, v'erano anche nel centro del recinto, tutto coperto all'intorno, are e vittime uccise, e v'erano schierati in giro guerrieri con le spade sguainate. Il giovane veniva condotto davanti agli altari più come vittima che come iniziato, e gli si faceva giurare che non avrebbe rivelato ciò che avesse visto o sentito in quel luogo. Lo costringevano a giurare secondo una formula terribile fatta apposta per invocare la maledizione su di sè, sulla famiglia e sulla sua stirpe, se non fosse andato a combattere là dove i comandanti lo avessero condotto e, se fosse fuggito dal campo di battaglia, oppure avesse visto fuggire un altro e non l'avesse immediatamente ucciso.samnitesGuerrieri sanniti nel IV secolo a.C. (3)
Alcuni che s'erano dapprima rifiutati di prestare tale giuramento furono trucidati attorno agli altari; i loro cadaveri, abbandonati in mezzo all'ammasso delle vittime, servirono d'esempio agli altri perché non si rifiutassero. Quando i più ragguardevoli tra i Sanniti si furono impegnati con tale imprecazione, il comandante ne designò dieci, e ad essi fu ordinato di scegliersi ognuno il proprio compagno, finché avessero raggiunto il numero di 16.000. Quella legione fu chiamata "linteata" dalla copertura del recinto in cui era stata consacrata la nobiltà; a questi guerrieri furono date fulgide armi ed elmi con pennacchio perché si distinguessero da tutti gli altri. V'era poi un altro esercito, di poco più di 20.000 uomini, che non sfigurava di fronte alla legione linteata nè per aspetto fisico dei soldati, nè per la gloria, nè per le armi. Questo contingente di uomini, che rappresentava il cuore delle milizie, s'accampò nei pressi di Aquilonia (1).
La Legio Linteata appare anche nella descrizione di un altro avvenimento narrato negli Annales, accaduto però nel 309 a.C.
I guerrieri sanniti vengono descritti con armi d'oro e d'argento:
Due erano gli eserciti: gli scudi del primo li cesellarono in oro, quelli del secondo in argento; la forma dello scudo era la seguente: più larga la parte superiore, da cui son protetti il petto e le spalle, e orizzontale in cima; più appuntito in basso, per lasciare libertà di movimenti.
A protezione del petto avevano una corazza a maglia, e la gamba sinistra era riparata da uno schiniere. Elmi con paragnatidi e pennacchio, per mettere maggiormente in evidenza la statura gigantesca. Tuniche variopinte ai soldati con lo scudo dorato, a quelli con lo scudo argentato di candido lino (2).Tomba dipinta nolana Weege 30
Guerriero sannita in un affresco da una
tomba a cassa da Nola - IV sec. a.C.
In effetti Livio descrive queste particolari schiere con armi ed atteggiamenti troppo gladiatori, come l'utilizzo di un solo schiniere, forse influenzato dalle gesta e probabilmente dalla figura di quei Sanniti che ai suoi tempi erano considerati i più abili e crudeli guerrieri d'arena.
Ma è proprio il ripetere della descrizione che Livio fa della Legio Linteata e della cerimonia sacra officiata per costituirla, al di là del fatto che siano pure invenzioni atte a glorificare lo sforzo fatto dai romani per annientarla, ad evidenziare la possibilità che questo corpo particolare di equites possa essere realmente esistito.

POPOLO SANNITA



Il territorio abitato dai Sanniti, nella parte centro-meridionale della penisola italiana, era chiamato dai suoi abitanti Safinim i quali designavano se stessi come Safineis. In latino Safinim divenne per assimilazione Samnium, da cui i Romani derivarono il termine Samnites per designare gli abitanti.
I Greci li chiamavano Saunitai e la loro terra Saunitis (1).La tradizione antica vuole che popolazioni ataviche fossero immigrate in quelle terre dove precedentemente vivevano gli Opici o Oschi e che ne avrebbero assimilato gradualmente gli usi e la lingua, l'Osco appunto. Si crede che fossero arrivati nel Sannio dalle terre limitrofe dei Sabini, di cui sarebbero stati i discendenti (2) ai quali, secondo Strabone "... si sono forse aggiunti coloni laconici e che per questo sarebbero di stirpe ellenica. Inoltre anche i Pitanati (gli abitanti di uno dei distretti di Sparta, ma anche di Taranto, colonia laconica della Megale Hellas) si sarebbero aggiunti ad essi. Sembra che questa spiegazione sia stata inventata dai Tarentini, che volevano così lusingare i loro vicini a quel tempo assai potenti ed insieme guadagnare la loro amicizia, dal momento che i Sanniti potevano mettere allora facilmente insieme 80.000 soldati di fanteria e 8.000 cavalieri ..." (Geo. VI,12) Il territorio dei Sanniti
Le popolazioni osco-umbre, che includevano sia i Sanniti che i Sabini, si erano quindi sviluppate dalla fusione di abitanti del luogo con infiltrazioni indoeuropee ma, in seguito alla colonizzazione greca del sud della penisola italiana, anche mescolanze coloniali elleniche riconducibili agli ultimi periodi dell'Età del Ferro.
Nel VII secolo a.C. esistevano ormai popolazioni distinte dalla primitiva radice comune umbra e nel VI secolo a.C., se non prima, il popolo storicamente noto come Sanniti deve essere stato chiaramente identificabile ed aver avuto il controllo incontrastato del Sannio.

venerdì 1 agosto 2008

PETIZIONE ON-LINE


http://www.petitiononline.com
PETIZIONE ON-LINE
To: Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive

SÍ AGLI STRUMENTI DI TIFO
APPELLO IN DIFESA DELLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE NEGLI IMPIANTI SPORTIVI ITALIANI
Viste le modifiche apportate dal Parlamento al testo del decreto legge sulla violenza negli stadi, trasformato in legge 4 aprile 2007 n. 41, in particolare in riferimento al divieto di introdurre ed esporre striscioni e/o bandiere all’interno degli impianti sportivi, solo qualora incitino alla violenza o contengano ingiurie o minacce;Considerato che gli strumenti di legge attualmente in vigore (pene severe per chi espone striscioni vietati e telecamere a circuito chiuso che consentono l’immediata identificazione del trasgressore), uniti ad uno scrupoloso controllo del materiale all’ingresso dello stadio, sono comunque condizione più che sufficiente per evitare che, all’interno degli impianti sportivi, appaiano striscioni violenti, razzisti e/o offensivi;Noi firmatari chiediamo all’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive di rivedere e adeguare la delibera n. 14 dell’8 marzo 2007 sulle procedure di ammissibilità di striscioni e bandiere, attenendosi esclusivamente alle disposizioni legiferate.
In particolare, chiediamo che vengano aboliti tutti i divieti relativi a quegli strumenti di tifo non violenti - striscioni, bandiere, tamburi e megafoni - indispensabili per incitare e supportare, in maniera appassionata e creativa, la propria squadra.
Chiediamo, infine, che vengano abolite anche le tortuose procedure burocratiche richieste al fine di ottenere l’autorizzazione ad esibire uno striscione e/o una bandiera.
P.S. ( Pensiero Personale )
Magari non servirà ma una firma online non costa niente
E ALLORA
firma

VITA DA ULTRAS


..ESSERE ULTRAS SIGNIFICA..
Per tutti gli ultras Libertà che è nelle vene, libertà che m'appartiene..
L'ultras non ha un nome per il mondo esterno, solo gli amici lo conoscono. L'ultras non ha volto, spesso un cappuccio gli copre la testa, una sciarpa la bocca. L'ultras non si veste in modo normale, non segue le mode, boccia le novità. Quando sale su un treno, cammina su un marciapiede anche se non ha vessilli della propria squadra, lo riconosci. L'ultras attacca se attaccato, aiuta nel bisogno. L'ultras non smette di essere tale appena si toglie la sciarpetta o rientra a casa dopo una trasferta, continua a lottare 7 giorni su 7. L'ultras veterano dà l'esempio a quello giovane, e quello giovane rispetta il veterano. L'ultras giovane è fiero di stare al lato del veterano, di imparare dalle sue critiche e inorgogliosirsi dai suoi complimenti. Quando la gente guarda un ultras non lo capisce, e lui non vuole essere capito dalla gente, non dà spiegazioni sul suo modo di essere. Ogni ultras è diverso, c'è quello che veste solo materiale ultras e della sua squadra e quello che non ha neanche una maglietta del suo gruppo. C'è quello che si muove solo col gruppo e quello che fa gruppo per sè. Gli ultras sono diversi ma li unisce lo smisurato senso di appartenenza al proprio gruppo, l'amore per la maglia, la tenacia nel resistere oltre 90 minuti in piedi sotto la pioggia o al freddo, li unisce il riscaldarsi con un coro cantato a squarciagola, li unisce la sicurezza dell'amico che gli dorme accanto sul treno che ti riporta dalla trasferta, li unisce la passeggiata goliardica nella città avversaria, li unisce la gioia di partire per una trasferta e la stanchezza del ritorno, li unisce quel panino diviso in due dopo ore di digiuno, li unisce quella sigaretta offerta nello scompartimento e ridata in curva, li unisce quella litigata sull'esterno sinistro panchinaro fatta nella penombra di un treno notturno, li unisce quello sguardo, li unisce la mentalità. Le cose che ci uniscono, contemporaneamente ci dividono dal mondo esterno, ci allontanano da genitori preoccupati, da amici scandalizzati o impauriti e da parenti e conoscenti disgustati. L'ultras è l'eccezione alla regola, è l'inaspettato che ti sorprende, è la sorpresa che ti smorza il sorriso quando pensi di averla fatta franca. L'ultras è anche il braccio che ti tira sul vagone prima che si chiudono le porte. L'ultras non è violenza gratuita, è la difesa intransigente di uno stile di vita messo in pericolo da biglietti nominativi, dalle pay-tv, dall'imborghesimento delle nuove generazioni, dalla tv-spazzatura e, soprattutto, dalla repressione. L'ultras è questo e molto altro, altri sentimenti non rinchiudibili in parole, incomprensibili alla gente comune che preferisce vivere dietro un vetro piuttosto che infrangerlo e entrare nella realtà, fredda e piovosa..

FIERI DELLE NOSTRE ORIGINI

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